Chirurgia artroscopica: quali vantaggi offre?

Come ci ha spiegato il Prof. Alfredo Savarese, Responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. IV dell’Istituto Clinico San Rocco, “la chirurgia artroscopica consiste nell’esecuzione di interventi chirurgici all’interno di un’articolazione, senza effettuare incisioni ma utilizzando la visione diretta su un monitor televisivo mediante un’ottica rigida introdotta in articolazione e collegata ad una mini telecamera”.

Qual è l’articolazione più spesso sottoposta ad interventi artroscopici?

“Sicuramente il ginocchio, seguito dalla spalla, dalla caviglia, dall’anca, dal polso e dal gomito. Nel ginocchio si possono eseguire la riparazione o l’asportazione selettiva di menischi rotti, la ricostruzione dei legamenti crociati, le regolarizzazioni di lesioni cartilaginee e le condroplastiche di lesioni ulcerative, le rimozioni di corpi mobili ed altri interventi. L’artroscopia di spalla consente, invece, le decompressioni subacromiali, le riparazioni di rotture parziali della cuffia dei rotatori ed è di grande aiuto nella diagnosi delle lesioni da instabilità scapolo-omerale. Nella caviglia, infine, la tecnica artroscopica consente di trattare le lesioni cartilaginee sia traumatiche, sia da osteocondrite dissecante”.

“L’intervento viene eseguito in anestesia loco-regionale. Il paziente viene dimesso la sera dell’intervento, tranne nei casi di chirurgia maggiore, come la legamentoplastica del legamento crociato anteriore. La chirurgia di ricostruzione artroscopica del legamento crociato anteriore viene eseguita utilizzando un tendine dello stesso ginocchio del paziente (generalmente il tendine rotuleo nell’uomo mentre nella donna i tendini semitendinoso e gracile). In casi particolari e nelle revisioni per recidiva di rottura del legamento crociato anteriore utilizziamo l’apparato estensore omologo, cioè donato da un giovane paziente deceduto e acquisito dalla banca dell’osso della regione Lombardia. I risultati sono generalmente ottimi”.

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