Displasia congenita, artrosi, traumi: ecco i veri i nemici dell’anca

Le patologie dell'anca sono molto numerose. Come ci ha spiegato il Prof. Alfredo Savarese, Responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. IV dell’Istituto Clinico San Rocco, “in età infantile e nella prima giovinezza sono possibili displasia congenita, morbo di Perthes, epifisiolisi (lesione ossea-cartilaginea a livello del collo e della testa del femore), infezioni, traumi. In età adulta, invece, prevalgono di gran lunga le patologie degenerative, cioè le coxartrosi ovvero l’artrosi dell’anca. Le coxartrosi possono essere primitive o secondarie”. 

A cosa sono dovute? 

“Nella maggior parte dei casi a patologie pregresse: displasie congenite, fratture, necrosi della testa femorale, epifisiolisi, infezioni, etc. Un’altra patologia grave che può colpire l’anca, favorendo la comparsa di artrosi, è l'artrite reumatoide, malattia infiammatoria cronica dovuta alla proliferazione anomala della membrana sinoviale che infiltra e distrugge la testa femorale. A prescindere dalla causa, la coxartrosi si manifesta sempre con l’usura della cartilagine che riveste testa femorale e acetabolo. In conseguenza di ciò il paziente avverte dolori più o meno intensi in sede inguinale e alla natica; compare zoppia, dovuta al dolore e alla riduzione del braccio di leva dei glutei. L'esame clinico rivela la ridotta apertura (abduzione) dell'anca affetta e la netta riduzione, fino al blocco completo, delle rotazioni. Questo ostacola alcuni gesti elementari della vita quotidiana come indossare calze e pantaloni, mettere le scarpe, perfino praticare sesso. L'esame radiografico è l'accertamento diagnostico essenziale. Esami complementari, in casi particolari, sono la TAC e la Risonanza Magnetica”.

Quali sono i pazienti più colpiti?

“La fascia di età più colpita dalla coxartrosi è compresa tra i 50 e i 75 anni con una prevalenza del sesso femminile (60%). Nelle donne prevale l'origine displasica, quale esito di lussazione, sublussazione o semplice displasia congenita delle anche. Negli ultimi decenni, però, stiamo assistendo ad un sempre maggior coinvolgimento di pazienti molto giovani, perfino ventenni e trentenni, dovuto prevalentemente a esiti di traumi”.

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