La chirurgia mininvasiva che ripara la valvola mitralica

I candidati ideali alla valvuloplastica mitralica percutanea (VPMP) sono i soggetti giovani o comunque di età inferiore ai 50 anni, affetti da stenosi pura severa, che non sia già calcifica, della valvola mitrale.

Abbiamo chiesto al dott. Remo Albiero, Responsabile dell’U.O. di Emodinamica Interventistica dell’Istituto Clinico San Rocco, quanto dura questo intervento. “La durata della procedura è di un'ora circa. Il paziente resta immobilizzato a letto fino al mattino successivo. Se la procedura avviene senza complicazioni, la degenza è di circa un paio di giorni”. 

Questo tipo di intervento a cosa serve e a chi è bene consigliarlo? 

”I candidati ideali alla valvuloplastica mitralica percutanea (VPMP) sono i soggetti giovani o comunque di età inferiore ai 50 anni, affetti da stenosi pura severa, che non sia già calcifica, della valvola mitrale. Nei soggetti più anziani o che comunque soffrono di una più estesa compromissione della valvola mitrale questa tecnica è pure consigliabile, ma si possono ottenere risultati non ideali, con più frequente presenza di complicazioni. In caso di risultati non ideali il cardiologo valuta caso per caso e si avvale della consulenza del cardiochirurgo per decidere l'eventuale intervento chirurgico di sostituzione della valvola. La VPMP è anche consigliabile quando, pur non sussistendo condizioni anatomiche ideali, i rischi della cardiochirurgia sono troppo alti (es. paziente con condizioni di salute generale o cardiovascolari non buone e che, ad esempio, non consentano l'esecuzione di una anestesia generale senza gravi rischi). In questo caso il paziente può accontentarsi di un risultato meno brillante in cambio di un rischio della procedura più basso”. 

Quali sono le possibili complicanze? 

“Nella valvuloplastica mitralica percutanea sono possibili tre tipi di complicazioni: locali (ematoma compressivo e fistola artero-venosa in sede di puntura inguinale), tamponamento cardiaco da cateterismo transettale (accumulo di sangue nel pericardio), rottura non controllata della valvola mitrale che può determinare la necessità di un intervento chirurgico di riparazione o sostituzione della valvola mitrale, eseguito d'urgenza o comunque in tempi molto brevi. In linea generale tali complicazioni si verificano in una percentuale di pazienti inferiore al 5% e sono generalmente superabili con rimedi medici o chirurgici. La mortalità è molto bassa, solitamente compresa tra lo 0 e l'1%”.

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