La gastroplicatura come alternativa alla sleeve gastrectomy

La gastroplicatura (o gastric plication) è un intervento di recente introduzione nel panorama delle tecniche chirurgiche nel trattamento dell'obesità patologica. Come ci ha spiegato il Dott. Antonio Susa, Responsabile dell’U.O. di Chirurgia Generale dell’Istituto Clinico San Rocco di Ome, “è stata introdotta come un’evoluzione meno invasiva della sleeve gastrectomy (gastrectomia verticale parziale) per cui si viene a creare una restrizione gastrica confezionando un tubulo gastrico, suturando e ripiegando su se stessa la grande curvatura gastrica sino ad ottenere una riduzione dell'80% del volume gastrico iniziale”.

A chi si deve l’origine di questa tecnica?

“È stata descritta per primo da un chirurgo iraniano, il Dott. Mohammad Talebpour, che riporta un follow-up di sette anni della sua casistica, e successivamente ripresa da vari Centri di Chirurgia dell'obesità in Europa, Messico e recentemente negli Stati Uniti. La procedura comporta l'isolamento della grande curvatura gastrica, da cinque centimetri dal piloro sino al cardias, che viene ripiegata su se stessa con due linee di sutura, sulla guida di una sonda o di un gastroscopio per assicurare la pervietà ed uniformità del lume gastrico”.

Come genera questa tecnica perdita di peso attraverso il restringimento dello stomaco? 

“lo stomaco che rimane ha la forma di una banana e un volume di 60-100cc. I nervi gastrici e la "valvola di uscita” (piloro) che rimangono intatti preservando le funzioni dello stomaco, mentre ne viene ridotto il volume. Da notare che la gastroplicatura non è un bypass, nè vi sono meccanismi malassorbitivi, ma solo una riduzione dello stomaco. Il transito alimentare nel neostomaco è più veloce con ingesti che arrivano precocemente all'intestino, stimolando risposte ormonali di sazietà. Il meccanismo d'azione non è quindi solamente di restrizione del volume, ma più complesso e su più fronti”.

La gastroplicatura (o gastric plication) è bene precisare come si tratti di una procedura indicata per i pazienti con BMI (Body Mass Index più comunemente chiamato indice di massa corporea) basso, compreso tra 35 e 40. Ma non solo.                                        

Come ci ha spiegato il dott. Susa, “si tratta di un intervento a cui possono sottoporsi anche i pazienti che non rientrano tra i candidati ideali per un bendaggio gastrico, in coloro che sono preoccupati riguardo agli effetti locali a lungo termine di un By-Pass intestinale, in quelli che hanno altri problemi medici come anemia o malattia di Chron o si sono già sottoposti ad un grosso intervento chirurgico ed, infine, in pazienti che necessitano di terapia anti-infiammatoria”.

 

Quali sono i vantaggi della gastroplicatura, l’evoluzione meno invasiva della sleeve gastrectomy, nel trattamento dell’obesità patologica?

“Molteplici. Con questa procedura lo stomaco non viene tagliato, riducendo notevolmente i rischi di fistole postoperatorie; riducendo lo stomaco di volume molti cibi possono essere ancora consumati sia pur in piccole quantità. Grazie a questa procedura, inoltre, si riscontra un azzeramento della Dumping Sindrome (sindrome da svuotamento rapido) perché il piloro è conservato, una riduzione al minino del rischio di ulcera, di ostruzione intestinale, anemia ed osteoporosi ed una quasi totale eliminazione della deficienza proteica e vitaminica. Non ultimo la probabile reversibilità di questa metodica”.

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