Obesità: un fenomeno sociale da prevenire e combattere

Quando un soggetto è considerato obeso? Lo abbiamo chiesto al dott. Federico Messina, specialista chirurgo dell’U.O. di Chirurgia Generale dell’Istituto Clinico San Rocco.

“Il metodo più diffuso per misurare l’obesità è l’indice di massa corporea, ci ha spiegato. Si ottiene misurando il peso in chilogrammi, diviso per la statura in metri ed elevando il risultato al quadrato. Se questo valore è al limite di 25 allora si è in sovrappeso, a partire da 30 si definisce obesità in presenza di patologie associate e, se supera 40, allora si parla di obesità grave”.

Quali sono i fattori che causano l’obesità?

“I fattori che determinano l’obesità e contribuiscono ad alterare il corretto metabolismo sono un’alimentazione eccessiva e lo scarso esercizio fisico. A questi si aggiungono l’alterazione dell’assorbimento dei nutrienti del cibo che si verifica con l’avanzare degli anni, lo stile di vita, cause genetiche, ormonali e psicologiche”.

Che possibilità di cura esistono oggi per un obeso?

“Quando si devono perdere 40 o 50 chilogrammi la sola dieta, l’esercizio fisico, la psicoterapia e i farmaci non possono bastare. L’unica soluzione efficace diventa la chirurgia bariatrica, ossia interventi che permettono di ottenere una riduzione apprezzabile del peso e nel tempo”.

Di che interventi si tratta?

“Sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica è un passo importante nella cura dell’obesità che richiede la piena collaborazione del paziente il quale si affiderà ad un team medico multidisciplinare competente e affiatato. Il gruppo, generalmente composto da chirurgo, endocrinologo-dietologo e psicologo ha il compito di valutare la presenza dei requisiti per accedere alla terapia chirurgica e guidare il paziente in un percorso che garantisca risultati apprezzabili a lunga distanza”.

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