Piede piatto: una vite cambia la vita

Come ci ha spiegato il Dott. Paolo Tessari, Responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. V dell’Istituto Clinico San Rocco, “importante che sia uno specialista ortopedico a valutare in modo approfondito e con l’ausilio di radiogrammi sotto carico il tipo di piattismo. Quando quest’ultimo ha un grado tale da compromettere il normale assetto di appoggio plantare, talvolta associato a deviazione in valgo del retropiede, con sublussazione dello scafoide plantare, e con possibilità di retrazione del tendine d’Achille (specie nei più giovani), allora si può programmare un intervento di correzione del piattismo che preveda l’inserimento di una vite subtalare in titanio”.

In cosa consiste l’intervento?

“In questi casi si propende per una correzione con vite subtalare, un intervento che si pratica in anestesia periferica, sotto controllo radioscopico, con una spedalizzazione in day-surgery (in giornata). L’incisione in laterale del piede è di 1 cm. Dopo l’intervento viene confezionato uno stivaletto in resina che il paziente dovrà portare, in base al tipo di variante, da due a tre settimane, e potrà deambulare dal giorno dopo l’intervento stesso. Nei bambini con retrazione rigida del tendine d’Achille viene eseguita la variante con allungamento percutaneo di tale struttura, mantenendo l’immobilizzazione con stivaletto per 3 settimane (e scarico per le prime due)”.

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