Quando la caviglia fa crack!

Sono infortuni piuttosto comuni che non solo provocano dolore ma condizionano anche il ritorno alle attività del quotidiano: stiamo parlando delle lesioni alla caviglia, l'articolazione che rappresenta la parte dello scheletro responsabile dell'equilibrio e della propulsione del corpo durante molteplici attività.

Una caviglia "fratturata" è una caviglia rotta. Come ci ha spiegato il dott. Christian Jager, Responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. II, “ciò significa che una o più delle ossa che compongono l'articolazione della caviglia sono rotte. Una caviglia fratturata può variare da una frattura semplice di un solo osso, che non impedisce di camminare, alla frattura di diverse ossa, che addirittura forzano la caviglia fuori posto (lussazione). Quest'ultime sono fratture gravi che possono portare a non camminare sulla gamba fratturata per un paio di mesi. In poche parole, più ossa nella caviglia si rompono, più questa diventa instabile e più la frattura è grave".

Ma non è tutto, vero?

"In questo genere di traumi si possono rompere anche i legamenti che hanno il compito di tenere le ossa della caviglia e dell'articolazione in posizione".

La frattura della caviglia può interessare persone di tutte le età? "Nel corso degli ultimi 30/40 anni, i medici hanno notato un aumento del numero e della gravità delle caviglie rotte, dovuto in parte all'aumento dell'attiva soprattutto della popolazione più anziana”. Essendo l’articolazione che sostiene tutto il peso del corpo, quando si frattura, l'obiettivo deve essere quello di farla guarire con i suoi ‘componenti’ nella perfetta posizione in cui erano prima di rompersi.

Ma come è fatta la caviglia?

“Sono tre le ossa che costituiscono l'articolazione della caviglia: la tibia, l'osso più grosso della gamba che termina all’interno della caviglia con il malleolo mediale e dietro con il malleolo posteriore; il perone, quello invece più sottile della gamba che termina con il malleolo peroneale o laterale ed, infine, l’astragalo posizionato tra tibia e calcagno”.

 

 

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