Quando ricorrere alla chirurgia artroscopica

Eseguire interventi chirurgici all’interno di un’articolazione, senza effettuare incisioni, utilizzando la visione diretta su un monitor televisivo mediante un’ottica rigida introdotta in articolazione e collegata ad una minitelecamera. Questa in estrema sintesi la chirurgia artroscopica, una procedura grazie alla quale operare all’interno delle articolazioni senza necessariamente doverle aprire.

Come ci ha raccontato il Prof. Alfredo Savarese, Responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia sez. IV dell’Istituto Clinico San Rocco, “l’articolazione più spesso sottoposta ad interventi artroscopici è il ginocchio, seguito dalla spalla, dalla caviglia, dall’anca, dal polso e dal gomito. Nel ginocchio si possono eseguire la riparazione o l’asportazione selettiva di menischi rotti, la ricostruzione dei legamenti crociati, le regolarizzazioni di lesioni cartilaginee e le condroplastiche di lesioni ulcerative, le rimozioni di corpi mobili ed altri interventi. L’artroscopia di spalla consente, invece, le decompressioni subacromiali, le riparazioni di rotture parziali della cuffia dei rotatori ed è di grande aiuto nella diagnosi delle lesioni da instabilità scapolo-omerale. Nella caviglia, infine, la tecnica artroscopica consente di trattare le lesioni cartilaginee sia traumatiche, sia da osteocondrite dissecante”.

Da quando utilizza queste tecniche?

“Le tecniche artroscopiche le eseguo sin dal 1982, effettuando annualmente 350 artroscopie prevalentemente del ginocchio”.

Come si esegue questo intervento?

“Viene eseguito in anestesia loco-regionale. Il paziente viene generalmente dimesso la sera dell’intervento, tranne nei casi di chirurgia maggiore, come la legamentoplastica del legamento crociato anteriore”.

La ricostruzione chirurgica del crociato anteriore, invece, in cosa consiste?

“La chirurgia di ricostruzione artroscopica del legamento crociato anteriore viene eseguita utilizzando un tendine dello stesso ginocchio del paziente (generalmente il tendine rotuleo negli uomini ed i tendini semitendinoso e gracile nelle donne). In casi particolari e nelle revisioni per recidiva di rottura del legamento crociato anteriore, invece, utilizziamo l’apparato estensore omologo, cioè donato da un giovane paziente deceduto e acquisito dalla banca dell’osso della regione Lombardia. I risultati sono generalmente ottimi”.

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