Ridurre il seno? A volte rappresenta una scelta necessaria

C’è chi desidera un seno più prosperoso e chi, invece, ritiene un seno abbondante motivo di disagio. In ogni caso il ricorso alla chirurgia accontenta tutte. L’intervento per ridurre e rimodellare la ghiandola mammaria ha un nome: mastoplastica riduttiva. Abbiamo chiesto al Dott. Francesco Rizzo, Responsabile dell’U.O. di Chirurgia Plastica dell’Istituto Clinico San Rocco, di cosa si tratta. 

“La mastoplastica riduttiva - ci ha spiegato - è indicata nelle pazienti in cui il seno presenti un eccessivo sviluppo. Con questa operazione viene asportata una parte della ghiandola mammaria, del grasso e della pelle in eccesso affinché siano conferite al seno le sue giuste forme e dimensioni. La parte restante della mammella viene modellata in modo da limitare al massimo le cicatrici visibili. Questa tipologia d’intervento, come molti altri interventi in ambito di chirurgia plastica, è spesso richiesta non solo per motivi estetici ma anche per eliminare disagi fisici quali dolori alla schiena e irritazioni della pelle a livello dei solchi sottomammari. Le donne operate possono ancora allattare e l’intervento non favorisce in alcun modo l’eventuale comparsa di tumori mammari, né ostacola la loro tempestiva identificazione”. 

Quanto dura mediamente l’intervento di mastoplastica riduttiva? 

“La durata dell'operazione è in genere variabile dalle due ore e mezza alle tre ore. L’intervento viene eseguito anestesia generale (un giorno di ricovero)”. Cosa è utile sapere per coloro che intendono valutare questa ipotesi? “Dopo l’intervento va osservato un riposo post operatorio di 6 giorni, il ricovero è generalmente avviene per una notte, il ritorno all’attività fisica è consigliata dopo 30 giorni ed infine il ritorno alla vita sociale dopo una settimana”.

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